Un ghepardo giaceva a letto malato, quando una iena venne a trovarlo.

«Sono stato dal dottore» gli disse «e se vuoi guarire – così mi ha detto – ti devi coprire bene con la pelle di un’antilope.»

«Ma io sono a letto malato» obiettò il ghepardo. «Come faccio a procurarmi una pelle di antilope?»

«Io sono tua amica» disse la iena. «Te la vado a cercare io, una pelle di antilope» e con queste parole la iena se ne andò.

Tornò due giorni dopo ed invitò il ghepardo ad indossare la pelle della antilope che si era procurata. Il ghepardo se la mise addosso.

«Non sento nessun beneficio» disse il ghepardo.

«Perché sei rinchiuso qui in questa stanza buia. Se vai invece a passeggiare al sole, ti sentirai subito meglio.»

Il ghepardo si alzò dal letto e uscì di casa. Appena arrivò nel mezzo della savana fu avvistato da un branco di leoni che, avendolo scambiato per un’antilope, cominciò ad inseguirlo. E il ghepardo, per mettersi in salvo, si mise a correre più veloce del vento.

È per uno scherzo crudele di una iena che, ancor oggi, i leoni vanno a caccia dei ghepardi e i ghepardi corrono. Questa caccia diverte la iena che, guardando inseguitori e inseguiti, se la ride.

La iena ride sempre del male che causa al suo prossimo.

 

riccardo pelizzo

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