Un giorno un uomo, camminando nella savana, vide un leone intrappolato sotto il tronco di un baobab. «Aiutami ti prego» disse il leone e l’uomo, impietositosi, sollevando il tronco, liberò il leone. Quando fu sul punto di rimettersi in marcia, il leone gli chiese dove stesse andando.

«Mi devo rimettere in marcia» disse l’uomo.

«Ma non è possibile» replicò il leone.

«E perché no?» chiese l’uomo con sorpresa.

«Perché ti devo mangiare.»

«Ma io ti ho appena salvato.»

«È vero, e te ne sono grato, ma io ero bloccato da giorni e ho molta fame.»

«Ma se tu mi mangi, io finisco con il farti due piaceri, mentre tu a me non ne hai fatto nemmeno uno.»

Il leone convenne che era in effetti così e si lasciò convincere ad andare a chiedere l’aiuto dei saggi per dirimere la questione.

Arrivati dallo sciacallo, l’uomo e il leone illustrarono il caso e chiesero consiglio. Con loro sorpresa lo sciacallo disse di non credere alle loro parole.

«Il leone è forte, e non può essere intrappolato da un tronco.»

«Ma è così» dissero l’uomo e il leone.

«Non lo crederò finché non l’avrò visto» disse lo sciacallo.

Allora i tre si misero in marcia, tornarono al luogo dove l’uomo aveva liberato il leone, il leone si sdraiò e l’uomo gli posò sopra il tronco del baobab.

«In effetti» disse lo sciacallo, «vedo che il leone proprio non riesce a liberarsi da questo tronco.»

L’uomo fece per liberare nuovamente il leone, ma lo sciacallo lo fermò.

«Lascia che si liberi da solo. Questo ingrato vuole solo essere liberato per poterci mangiare.»

Ma l’uomo provò pena per il leone e lo liberò. E come lo sciacallo aveva detto, il leone balzò su di loro e li mangiò in un boccone.

La storia fece velocemente il giro della savana. E da allora, per evitare di aiutare i propri nemici, nessuno aiuta più nessuno.

riccardo pelizzo

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