Andò proprio così. Negli anni intercorsi fra l’inizio e il grande cambiamento, il lupo era amico dell’agnello, il leone della zebra, e tutti gli animali vivevano felicemente insieme. Il leone aveva le ali e sapeva volare, i serpenti avevano gambe di cammello e criniera leonina, mentre i cavalli erano di tre varietà: quelli con le ali, quelli con un lungo corno, e i cavalli semplici che da sempre erano stati amici dell’uomo.

Del grande cambiamento si sa poco. Quel poco che sappiamo è che cambiò davvero tutto. I leoni smisero di volare,  i cavalli persero corna e ali, mentre i serpenti, fino ad allora molto orgogliosi delle loro belle gambe, iniziarono a strisciare sulla pancia come fanno ancor oggi.

Solo l’elefante rimase uguale a se stesso. Gli altri animali cambiarono tutti, e il rinoceronte cambiò più di tutti.

Il rinoceronte, dal principio, era sempre stato il più piccolo, il più gracile e il più mansueto degli animali. Ma, si dice, che durante il grande cambiamento si sia recato dal baobab per chiedergli di diventare un grande guerriero.

«Voglio diventare grande» disse il rinoceronte, «e voglio diventare anche forte.»

«È possibile» rispose il baobab.

«Voglio diventare il più forte degli animali, voglio essere conosciuto come il più forte guerriero della savana.»

«È senz’altro possibile» rispose il baobab.

«Voglio diventare grande, forte, e invincibile.»

«E così sia» disse il baobab. «Cosa vuoi innanzitutto?»

«Voglio diventare grande.»

«Ti farò crescere, ma tu mi dovrai rinunciare alla tua pelle morbida.»

«Va bene.»

«Che altro vuoi?»

«Voglio diventare forte.»

«Ti darò la forza, ma in cambio della tua vista acuta. Vuoi altro?»

«Voglio diventare invincibile.»

«Ti darò un corno con cui sconfiggere tutti i nemici. Sappi però che da oggi tutti ti daranno la caccia per impossessarsi del corno dell’invincibilità.»

Da allora il rinoceronte è costretto alla lotta o alla fuga. La sua rabbia nasce dalla consapevolezza di essere stato l’artefice di questo triste destino.

riccardo pelizzo

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